Editoriale – L’Interismo incivile nell’aggressione social a Santon

0

Editoriale – L’Interismo incivile nell’aggressione social a Santon

Dopo una lunga giornata di lavoro riesco a ricavare la mezz’ora per scrivere le consuete considerazioni di bassa lega sulla giornata di campionato appena terminata.
Che dire, il pareggio di ieri con la Roma ci andava anche un po’ stretto. A tratti è sembrato di rivedere la partita dell’andata, ma a parti invertite. Primo tempo buono, e secondo tempo ottimo, ma Alisson, ieri sera, era in modalità San Francesco e, se non fosse entrato nemmeno il pallone di Vecino, qualche sicario avrebbe dovuto aspettarlo fuori da San Siro e privarlo dell’uso delle mani per svariati mesi. Scherzi a parte, onore a lui, sicuramente uno dei migliori portieri della Serie A, sarebbe stato il degno erede di Handanovic e Julio Cesar.
Ieri si sono visti passi in avanti, e gli inserimenti in area di Eder e Vecino hanno dimostrato che, se portassimo più giocatori in area con i cross, potremmo fare gol più facilmente. Serve però trovare ancora lucidità e fluidità di manovra per tornare a vincere regolarmente. Speriamo in Rafinha. Uno che magari non sarà Veron, ma non penso sia nemmeno un Vampeta qualsiasi. Può darci una grossa mano nel gioco in verticale e viene da un contesto abituato a giocare bene la palla.
Perisic non ha demeritato, Icardi ha fatto il suo, bene Cancelo e Skriniar. Non mi sta piacendo per nulla Gagliardini: fa legna, come si suol dire, ma uno che gioca davanti alla difesa non può perdere tutti quei palloni. Deve giocare con più concentrazione, di Kondogbia ne abbiamo già avuto uno e ci è bastato. Se poi recupera solo i palloni che perde, e non li gioca mai verso l’attaccante, non vedo la sua utilità. E dire che è un giocatore che a me piaceva (e piace) tantissimo. Speriamo si svegli.
Ciò che trovo realmente inammissibile è quello che è capitato a Santon. Davidino ha fatto una cagata difensiva che nemmeno Gresko o Nelson Rivas dei bei (brutti) tempi. La marea di insulti che lo ha costretto a chiudere il profilo Instagram, però, non è concepibile. Ma davvero non avete niente di meglio da fare che andare a sfogare le vostre frustrazioni su un ragazzo di 27 anni, già demoralizzato di suo per l’errore che ha fatto? Ok, ha sbagliato qualcosa che non avrebbe mai dovuto sbagliare, sfido pure un evangelista di fede nerazzurra a non bestemmiare vedendo uno scempio del genere. Ma vi pare il caso di coprire di insulti una persona? Lo avesse fatto in una finale di Champions cosa avreste fatto? Gli avreste sterminato tutta la famiglia, cane compreso? Capisco la rabbia per tre punti buttati, ma qui si esagera. Ci vantiamo di essere la migliore tifoseria per vicinanza e attaccamento alla maglia, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà, e poi scadiamo in queste bassezze? Non è da noi. Non è da tifoseria civile. C’è però da dire anche che il ragazzo è troppo fragile. Davidino, prendi milioni e milioni di euro l’anno, hai centinaia di migliaia di follower e ti riduci a chiudere un profilo Instagram personale per gli insulti di qualche sfigato? Ma dove stiamo, all’asilo? Prendi il pallone e scappi via? Hai 27 anni, sei un professionista serio e affermato, spalle larghe e fregatene. Uno con un minimo di personalità dovrebbe ragionare così. E la personalità, con i soldi, dovresti costruirtela ancora di più. Evidentemente è la dimostrazione di quello che saresti potuto essere e che non sei stato (e che non sarai mai): buono con i piedi (con grossi limiti), ma carattere sotto le suole delle scarpe. Spiace.
Detto ciò, il quarto posto è ancora ampiamente alla portata. La Roma non gode di una salute migliore della nostra, come si vede da due mesi. L’unica è la Lazio, che merita di stare a pari punti con noi, e probabilmente di superarci. Giocano bene, hanno un grande organico e il loro unico limite può essere solo l’Europa League. Da tifoso mi auguro un calo, da sportivo gli auguro il meglio. Anche perché sono calcisticamente innamorato di Milinkovic Savic da due anni. Preso per due noccioline, ora vale oltre 70 milioni. E li vale, fidatevi. Se sono stati pagati oltre 80 milioni gente discutibile come Van Dijk, Dembelé e altri, non vedo perché Milinkovic non ne possa valere di più. È un ’95 ed è il più forte e completo centrocampista della Serie A, per distacco. Chi afferma il contrario non ha guardato nemmeno una partita della Lazio.
Chiosa finale sul calcio estero. Ieri, il Lione ha battuto 2-1 il PSG in casa con una prova di orgoglio da applausi. Tutti e tre i gol sono stati bellissimi, ma il 2-1, al 93′, è stato un’opera d’arte. Quel pallone pesava quanto una palla medica, per il momento della partita e per la forza dell’avversario, ma Depay ha avuto la forza di saltare due uomini e tirare a giro sul primo palo da 25 metri. Palla all’incrocio e tre punti al Lione. Complimenti al Manchester United per la lungimiranza: si sono liberati di un fenomeno, per giunta giovanissimo (è un ’94).
Quello che mi ha colpito, però, è proprio il PSG. Da oltre un mese non gira più come prima. Perché? Perché non sono più una squadra. Clan, divisioni, Neymar contro Cavani, Thiago Silva contro Pastore, argentini e uruguaiani contro brasiliani, Mbappe nel mezzo. Una polveriera. Se fino a un mese fa erano dei seri candidati alla vittoria della Champions, ora non lo sono per niente. Fino a dicembre, il confronto con il Real Madrid sarebbe stato una mattanza per gli spagnoli (che continuano a superarsi nel fare schifo, a loro volta). Il PSG non vincerà la Champions nemmeno quest’anno. Perché le Champions non si vincono con quattro fighette strapagate (Neymar, Mbappe). Le Champions si vincono con il gruppo. L’Inter del 2010, il Chelsea del 2012, il Bayern del 2013, il Real del 2017: squadre tecnicamente fortissime, ma non imbattibili, che hanno vinto con la forza di un gruppo granitico. Cosa che questa accozzaglia di viziati e sopravvalutati non sarà mai.

Potrebbe piacerti anche Altri di autore

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.