Editoriale – Numeri alla mano: il punto della situazione in casa Inter

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Editoriale – Numeri alla mano

Carissimi letti di Mondo-Inter, ho volutamente fatto passare del tempo dal mio ultimo articolo.
Mi siete mancati – lo confesso –  ma in rete, spesso ad opera e a causa di scarsa informazione e professionalità, ho letto molte castronerie sulla nostra adorata Inter.
Tutti accecati dalla frenesia di trovare lo “scoop perfetto”.
Cosa che non si è concretizzata, salvo rari casi.
Come avrete tutti certamente notato, il diktat societario è di far filtrare il meno possibile le scelte societarie, per non dare adito a gossip di mercato che potrebbero compromettere la sottoscrizione dell’accordo.
Nell’ultimo mese la squadra ha preso dimestichezza con un allenatore di spessore. Con un uomo che non le manda a dire ma che, al contrario, esterna in brevi battute tutto il suo pensiero filosofico – tattico.
La società ha, poi, dato da tempo ampio potere al tecnico Sabatini e i risultati non sono mancati.
Da oriente filtra ben poco, vero, ma ciò che è certo è che si vuole puntare sui giovani e implementare quel discorso di talent scouting che non è mai partito sotto la precedente gestione.
Puntare su giocatori giovanissimi per farli crescere in nerazzurro.
Purtroppo acquisti scenografici come altre squadre, sia del nostro campionato, che europee, al momento, non sono pervenuti.
Dobbiamo, infatti, fare sempre i conti con il FPF che ci obbliga al raggiungimento del pareggio di bilancio fino al 2019, come da accordi presi nel lontano 2015.
La società è inoltre attiva su altri fronti che riguardano lo sviluppo sul territorio lombardo e l’ipotesi di uno stadio di proprietà, come riportato nel mio articolo del 22 giugno scorso.
Per dirla tutta, non mi pare che, ad oggi, siamo messi così male come alcuna parte della stampa vuole farci credere.
Al contrario, abbiamo fatto acquisti che si sono rivelati molto utili (Borja Valero e Skriniar), rinvigorito molti dei nomi già in rosa e in dirittura di arrivo su giocatori (bacino francese il più gettonato) con un certo Dalbert, su cui mi ero già profeticamente sbilanciata il 9 giugno scorso (per chi mi legge, ricorderà bene).
Altro dato non trascurabile è la voglia e la passione di vedere i nostri in campo a breve, infatti le sottoscrizioni agli abbonamenti riportano una percentuale in crescita.
Io credo che, al netto di tutto e lontano dai clamori di un certo tipo di stampa, l’Inter abbia tutte le qualità per fare bene e per poter tornare ad essere competitiva. Sia a livello nazionale che europeo.
Francesca Gagliardi

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