Editoriale – Un punto guadagnato o due punti persi? Inter – Torino ai raggi x

0

Editoriale – Un punto guadagnato o due punti persi? Inter – Torino ai raggi x. Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno per i nerazzurri?

Sarò impopolare, ma quella di oggi non mi è sembrata una giornata da buttare. Quella contro il Torino, per noi, è storicamente una partita difficile. In casa o in trasferta, ci mettono in difficoltà. Non vedo dunque perché una tifoseria come la nostra, che spesso si definisce meglio delle altre, debba iniziare a mugugnare per un pareggio in casa. Ma insomma, chi è contento di aver pareggiato? Nessuno. Io non sarei contento di pareggiare manco con il Real Madrid. Ma da qua a screditare squadra, allenatore e prestazione ce ne passa. Il Torino ha una squadra da zona medio alta della classifica. Ditemi quante altre squadre in Italia possono vantare gente come Sirigu, N’Koulou, De Silvestri, Baselli, Ljajic, Iago Falque e Belotti. È una signora squadra, che ha avuto un avvio di campionato in cui ha raccolto meno di quanto meritasse. E lo dico al di là dell’affetto personale per il Toro.

Abbiamo tirato più di 15 volte, loro molto meno, e sono stati più cinici. Abbiamo colto una traversa da 25 metri. Fosse entrato quel tiro, lo stadio sarebbe venuto giù e tutti felici e contenti per un’altra vittoria. Sfortuna ha voluto che il pallone non entrasse, allora fa tutto schifo e siamo una squadra dilettantistica. Un po’ di misura non farebbe male. Avremmo meritato qualcosa in più, ma non l’abbiamo portata a casa. Punto. Qualcuno lo chiama karma. Abbiamo meritato meno in altre partite e abbiamo raccolto di più. Siamo a 30 punti, su 36 disponibili, imbattuti dopo 12 giornate. Ma cosa diamine serve per farvi felici? Eravamo dati al sesto posto a inizio campionato, e gli stessi che facevano i depressi ad agosto speravano nello scudetto fino a stamattina. Non illudetevi. La nostra dimensione è, è sempre stata e sarà il terzo/quarto posto, cioè il piazzamento Champions. E va già bene così, una ricostruzione va fatta per gradi. Se poi volete bervi la favoletta del tricolore fate pure, però poi non rimaneteci troppo male. Abbiamo 11/13 potenziali titolari, ma non siamo attrezzati per vincere il campionato.
Quest’anno, duole dirlo, ma lo scudetto è di nuovo roba della Juve. Non perché siano esageratamente forti, anzi, rispetto all’anno scorso sembrano anche più vulnerabili. Hanno anche mostrato dei limiti, soprattutto difensivi, che già si intravedevano a inizio stagione. Il punto è che nessuna delle rivali pare essere a quel livello. Il Napoli è sparito con l’infortunio di Ghoulam e la fatica di Mertens e Callejon (voi due, poi, mannaggia, vi avevo titolari al Fantacalcio e avete fatto pietà). Non hanno ricambi e hanno il nostro stesso problema, con l’aggravante di dover giocare una competizione in più (che presto sarà l’Europa League, dato che in Champions hanno fatto una fine indegna). Sono già sulle gambe dopo 12 giornate. Anche qua, già spesi tutti gli elogi per “u Barcellona d’Italia”? Non erano fenomeni prima e non sono scarsi ora. Ma alla lunga si sapeva che sarebbero diventati prevedibili. Occhio invece a Roma e Lazio, loro sì che mettono paura. Onestamente mi aspetto un calo dei biancocelesti, e spero di non sbagliarmi, se no ci daranno parecchio fastidio fino alla fine.
Ultima menzione per il Milan. Hanno vinto con un coriaceo Sassuolo in formato “malato terminale”, ma domani titoloni tra Gazzetta e Corriere per celebrare gli impavidi rossoneri che hanno spezzato le reni al loro avversario da Lega Pro. In un certo senso mi ha fatto piacere vedervi vincere oggi: nelle ultime settimane ne ho visti parecchi sofferenti per questa situazione di – 13 in classifica. Meglio così, uno poi si preoccupa per i vostri fegati.
P.S.: Ci hanno messo in croce per aver subito un gol a Benevento e per aver vinto 2-1, ma nessuno dice che per tre quarti d’ora Amato Ciciretti ha fatto riempire svariate migliaia di Pampers allo Stadium (e non solo). Perché le figure di merda degli altri contano sempre meno delle nostre.

Potrebbe piacerti anche Altri di autore

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.