Focus – 110 ANNI

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Focus – 110 ANNI

Di Fausto Giovanni Longo

La beneamata è l’unico vero grande amore della vita. Non  ne esiste un altro simile. Ed è un amore che non ti sceglie, ma nasce e cresce nel tuo destino. Nessuno sceglie di essere interista, se noi interisti avessimo scelto, forse avremmo scelto alto. Interisti si nasce. Interisti si cresce e si vive. Interisti si muore.
E non è facile spiegare cosa è l’inter, cosa è l’interismo e, soprattutto, non è facile spiegare perché si è Interisti.  Eppure ci siamo, fieri e lieti di essere nati col gene neroazzurro. Chissà, quella notte, quando Giorgio Muggiani scelse i colori, se ha immaginato il futuro. L’Inter è un verbo indecifrabile, infinito e indefinito, l’inter è un ossimoro, una certezza incerta, un giro sulle montagne russe , una giostra che mentre sul più bello ti diverte, ecco che si ferma, l’inter è come volere il deltaplano ed inciampare per strada, l’inter è tutto e niente. E’ un senso di vuoto al 1000 esimo piano, è vertigine, è instabilità, per molti versi anche astrusità. Eppure ne siamo orgogliosi, ne siamo consapevoli. L’inter è un allenamento alla vita disse un giorno l’ex presidente Massimo Moratti. Ed è vero. Un giusto paragone che non fa una piega.
L’interismo è il gene invece. Quel gene che ci contraddistingue  dagli altri tifosi. Quelli che non si divertono, perché vincono facile e sempre ecco, quelli non hanno il nostro gene. L’interismo ce l’hai dentro dalla nascita e ti segna per tutta la vita. Chi ha l’interismo avrà giorni meravigliosi e cadute rovinose, am sa rialzarsi, lottare, prendere pugni in faccia e aspettare. Aspettare il momento buono, quello che cambia l’esistenza a tutti.  L’interismo è quel gene che ti fa amare Ronaldo e Boninsegna , Vampeta e Gresko e anche se ti chiedi il perché ami Gresko non trovi risposta. E’ cosi l’interista. Artista per metà, poeta per metà e ribelle a metà. Sicuramente genio e sregolatezza, ma anche instabile. L’inter è come un temporale improvviso a luglio.
E’ un allenamento alla pazienza. Essere interista è vivere da funamboli, da giocolieri e da clown. Sempre appeso al filo di un pallone.  Insomma, l’Inter è l’amore della vita, masochista e tafaziano, un amore che non sarà mai messo in dubbio e quando hanno inventato la formula: prometto di esserti fedele sempre nella gioia e nel dolore, nella Salute E nella malattia CREDO ABBIANO PENSATO agli interisti. Che hanno attraversato anni più neri che azzurri, magari sono stati traditi, scherniti, magari hanno anche trovato l’Inter a letto con gli altri eppure niente, ha scalfito la fede, l’amore per quei colori, per quella squadra imprevedibile e indecifrabile che pur cambiando giocatori, rimane sempre la stessa, con l’anima sghemba, con quell’aria da sbarazzina tra il serio e il comico, una squadra che ti ha sedotto, ti ha scelto. Si perché è l’inter che ti sceglie a sua immagine e somiglianza. E lo fa da 110 anni. Lo fa da quando quel manipolo di futuristi e milanisti volsero lo sguardo al cielo di marzo  e tra il nero e l’azzurro diedero i Natali alla Beneamata. Da quel momento è stata lei a scegliere. E sceglierà sempre i suoi tifosi.  Li sceglierà con un criterio, mai a caso, li sceglierà annusando l’interismo in ogni essere umano.
A 110 anni di storia.

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