Focus – Rafinha, tra condizione fisica e qualità, serve davvero all’Inter?

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Inter, Rafinha sì o Rafinha no?

L’obbiettivo più concreto del mercato nerazzurro, ad oggi, sembra essere Rafinha. Fratello di Thiago Alcantara e figlio di Mazinho, brasiliano dal piede educato ma dalla condizione fisica non al top: Rafinha serve davvero a quest’Inter?

Analizziamo i pro e i contro. Rafinha è, anzitutto, un interno di centrocampo, ma può giocare anche come trequartista o ala destra. Regista mancino di qualità, bravo tatticamente e nei passaggi, è discretamente veloce, sa gestire il gioco e ha un buon dribbling, riuscendo anche ad andare in gol. Fin qui ci sono i presupposti per far sì che il brasiliano sia il giocatore che serve alla causa nerazzurra, sia per aggiungere qualità che quantità alla rosa. Rafinha potrebbe essere impiegato sia in un 4-2-3-1 sia come esterno di centrocampo che come trequartista, sia in un 4-3-3, sempre o da esterno o anche da mezz’ala. Un giocatore duttile, dunque.

Tuttavia vi sono anche dei contro: il centrocampista del Barcellona non gioca una partita ufficiale da aprile. Ora è tornato ad allenarsi, ma Valverde non lo ha ancora convocato. La sua ultima presenza risale al match in cui l’ex Celta si è infortunato al menisco del ginocchio destro dovendo ricorrere all’intervento chirurgico. Secondo grave episodio in un anno e mezzo, dopo la rottura del legamento crociato anteriore dello stesso ginocchio che lo aveva fermato dal settembre del 2015 al marzo del 2016.

Rafinha, tra una grandissima tecnica e un fisico di cristallo, è un rischio o un’opportunità di mercato per l’Inter?

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