Inter : da troppi anni ci illudi e poi ci butti via

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Il solito crollo come ogni anno

Come ogni anno. Siamo per l’ennesima volta saliti sulle montagne russe vivendo la piacevole emozione della lenta salita fino al punto più alto che, inevitabilmente, una volta raggiunto ci ha consegnato ad una veloce ed irrefrenabile discesa. E’ la legge alla  quale la squadra Inter si è consegnata negli ultimi campionati, nei quali si contrappongono con tremenda  regolarità uno scintillante inizio di campionato ad uno deludente  girone di ritorno. Ne è assoluta ed inconfutabile riprova il fatto che nonostante un nuovo allenatore, un nuovo coordinatore tecnico, nuovi giocatori e tanti  proclami ci ritroviamo ora ad avere esattamente gli stessi  punti in classifica della disastrata stagione scorsa.

Un disastro frutto della solita campagna acquisti mediocre

Tutti ci stiamo, purtroppo, immedesimando nell’alone di mediocrità che avvolge da troppi anni l’Inter. Tutti. Società, tifosi, ma soprattutto la squadra. Squadra che mostra  una cifra tecnica obiettivamente mediocre. Anche perchè, viste anche le squadre d’origine dei presunti rinforzi, se la tua campagna di rafforzamento estivo si concentra su giocatori provenienti da squadre di livello tecnico inferiore ( vedi Fiorentina) , la cifra tecnica della squadra non potrà, tranne che in poche e fortunose occasioni (Skriniar) , tendere che al livello di provenienza dei giocatori stessi. Con l’aggravante che i nostri presunti campioni, vestita la gloriosa maglia nerazzurra, perdono anche la grinta e la voglia di lottare e sacrificarsi  che solitamente sono gli elementi distintivi delle squadre di livello inferiore.

Spalletti assolutamente autodistruttivo

In tutto questo marasma non aiuta la figura di Spalletti, sempre più rapito  da una crescente inquietudine interiore che lo trasformano  da delizioso  poeta e trascinatore di folle quando la squadra fa risultati  ad antipatico saccente in costante  lotta con se stesso e il mondo quando subentrano le prime difficoltà. L’attuale lotta che l’allenatore ha intrapreso con la propria dirigenza risulta dannosa  e controproducente, con il risultato di destabilizzare le figure societarie agli occhi della squadra dando quindi alla stessa un alibi pericoloso  che non aiuta un gruppo  già psicologicamente debole per mancanza di figure in grado di guidare lo spogliatoio. Solo per questo grave atteggiamento che non ammette scuse il tecnico toscano andrebbe a parere esonerato subito. L’nter non può permettersi in questo momento di essere guidata da un tecnico in confusione mentale che non sa ritrovare il bandolo della matassa: la squadra nelle ultime sette partite ha fatto solo 7 gol ed ha ormai dimostrato che non ha un minimo gioco offensivo.

Contro il Benevento rischio di un tracollo definitivo

E’ per questo che una partita teoricamente facile come quella con il Benevento, e facile non lo sarà, darà il senso definitivo a quello che i tifosi dovranno aspettarsi per il prosieguo del campionato. E’ una partita che arriverà dopo che presumibilmente, per la prima volta nel campionato, stante la più che probabile vittoria della Lazio con il Verona, l’Inter risulterà fuori dai quattro posti per la qualificazione ai gironi di Champions. O ci si rialza subito, dimostrando ancora di avere  il piglio della grande squadra, oppure continueremo inermi ad attendere che finisca il giro sulla montagne russe. Altro giro, altra corsa. Che tristezza. Ma quando finirà questo andazzo? Credo che gli oltre 50 mila di San Siro  che a ogni partita riempiono lo stadio , si meritino finalmente delle stagioni nerazzurre un po’ meno infelici ed anonime ed anche una società più presente non solo con i suoi marchi.

Roberto Berzsenyi

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