Verso il derby: sara’ MI9 l’hombre del partido?

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Una stagione finora amara

Anche quest’anno a dicembre quando la squadra di Spalletti era in testa al campionato,  il popolo nerazzurro credeva fortemente che fosse arrivata la stagione del riscatto. Ora che siamo quasi all’inizio dell’ultimo rush della stagione,  l’ambiente nerazzurro appare fortemente depresso e sfiduciato.  Il periodo invernale è stato veramente avaro di soddisfazioni e con i numeri si può sintetizzare in questo modo: quando l’inter andava alla grande era a +18 punti dal Milan, oggi alla vigilia del derby di ritorno, le lunghezze di vantaggio nei confronti dei cugini sono solo sette. La crisi di risultati e di gioco appare purtroppo importante ma c’è anche una crisi  nella crisi   che personalmente rende ancora più amara questa stagione della mia squadra. Sto parlando del progressivo sfaldamento dei rapporti tra il capitano nerazzurro Mauro  Icardi ed il mondo interista , compresa la  proprietà di  Suning.

Icardi- Inter: un amore mai sbocciato

Sono cinque stagioni che l’argentino indossa la magia dell’inter e dalla stagione 2012-13 Icardi è  il capitano della prima squadra nerazzurra. In questi giorni un grande interista del recente passato , Ivan Ramiro Cordoba, ha così  parlato del bomber di  Cordoba: ” Mauro e’ un ottimo attaccante ed un bravo capitano ma quella fascia gli è stata data troppo presto” ed il riferimento alla non piena maturità del campione soprattuto  fuori dal campo, è palese. Sono proprio certi atteggiamenti ripetuti ed alcune uscite poco felici del giocatore argentino, che anno progressivamente disamorato il popolo nerazzurro da questo grande talento.  Si Mauro Icardi è sicuramente uno dei più grandi centravanti della storia dell’inter ed i numeri di questi anni lo stanno a dimostrare.  Ogni stagione  il venticinquenne  sudamericano è  stato uno dei più prolifici della serie A ma ciò nonostante  la  curva e gran parte dei tifosi nerazzuri non lo hanno mai osannato troppo  e quest’anno, complice l’ interessamento di alcuni top club, specie il Real, l’addio a giugno sembra inevitabile, probabilmente anche se la squadra di Spalletti dovesse riuscire  a conquistare il posto in Champions. Il rammarico per la futura perdita di un centravanti di livello assoluto è comunque  forte.  Dispiace molto soprattutto sapere che non lo si potrà ammirare in un inter che magari, andando in Champions, sarà  più forte ed avrà soprattutto un livello di gioco più competitivo ed importante.

C’è bisogno di un eroe per il match di domani

Dire che dietro le imprese c’è sempre un eroe protagonista è dire una cosa terribilmente ovvia. Prendiamo ad esempio la grande rimonta rossonera in campionato in questi ultimi mesi: sicuramente Rino Gattuso come tecnico e Patrick Cutrone come giocatore sono i veri eroi di questa bella  impresa. Ecco quindi che pure l’invocata risurrezione nerazzurra nella  partita di domani non può che avere come artefice in grande artefice, un autentico protagonista che da troppi mesi manca alla squadra nerazzurra. All’inizio della stagione Icardi,  Perisic e Skriniar a turno erano assunti nel ruolo di protagonisti nei vari match che piano piano avevano portato l’inter in testa al campionato.

Icardi e le sue mille motivazioni

Ecco che adesso non solo Spalletti ma anche vari giocatori ed opinionisti identificano proprio in Mauro Icardi colui che  domani potrebbe far rinascere la beneamata, dando una svolta decisiva alla contraddittoria stagione interista. Del resto chi più di lui può avere delle motivazioni a spingerlo a fare meglio fra le fila nerazzurre ? Icardi rientra dopo quattro gare e sicuramente la  voglia di fare bene in una prestazione pirotecnica non gli manca.  Poi c’è sempre l’obiettivo di dare un valido contributo per portare la sua squadra in Champions , un torneo che lui non ha  mai giocato. Inoltre il capitano nerazzurro deve dimostrare a Sampaoli , selezionatore della nazionale argentina, che può   fare bene  una volta convocato  in chiave mondiale Russia 2018. Infine c’è da raggiungere quella fatidica rete nerazzurra n. 100 ,  ormai tanto sognata che sembra proprio aspettare la cornice di un grande incontro per potere essere raccontata. E poi Maurito , anche se questo probabilmente  sarà il tuo  ultimo derby, vuoi mettere la goduria di andare ad esultare ancora una volta a   muso duro contro quella parte dello  stadio che non ti ha mai troppo amato ?

Roberto Berzsenyi

 

 

 

 

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